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Giovedì, 06 Dicembre 2012 09:44

I Pupazzi

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La serie dei pupazzi rappresenta la parte più sperimentale del nostro laboratorio, la frontiera della nostra ricerca sui materiali e le forme, lo spazio di assoluta libertà creativa che ci concediamo di tanto in tanto.

 

I pupazzi sono dei piccoli mobili polifunzionali, un formato tascabile nato quasi per caso: dal momento che avevamo molte idee rimaste per molto tempo sulla carta, ci siamo resi conto che sarebbe stato troppo impegnativo  sperimentarle su grandi mobili, per cui ci siamo concentrati su dimensioni ridotte. 

L’idea alla base dei pupazzi è la combinazione di moduli contenitori laccati con  i più svariati materiali di rivestimento: legno di recupero, ferro, rame, plastica, pannelli verniciati, vetro, specchi, tessuti, frammenti di vecchi oggetti, giocattoli, ecc..

I primi esiti di questa sperimentazione sono stati sorprendenti per noi stessi:  aldilà di ogni valutazione estetica , questi oggetti ci sono sembrati subito dotati, a modo loro, di capacità empatiche particolari, un po’ come i pupazzi che i bambini stringono a sé prima di addormentarsi. E così li abbiamo chiamati.

Abbiamo cominciato a creare uno sgangherato esercito di  esserini  dalle forme bizzarre: robottini obsoleti, elettrodomestici della nonna, animali immaginari, scatole parlanti. La traccia che abbiamo seguito è stata l’evocazione di queste figure attraverso l’uso di forme stilizzate, quasi astratte.  Per evitare ogni forma di suggerimento abbiamo rinunciato anche a chiamarli con un nome.  Così la serie dei pupazzi è semplicemente una numerazione, potenzialmente infinita, di pezzi unici: #1, #2, #3, ecc..

Esistono pupazzi fratelli, è vero, ma mai gemelli: il modulo è lo stesso, ma il vestito è un altro. Il processo creativo della costruzione di un pupazzo è un gioco con regole che cambiano di continuo. E anche gli ingredienti non sono mai gli stessi:  la pratica del riutilizzo di materiale recuperato ha affinato nel tempo il nostro fiuto, e ormai scorgiamo una possibilità di nuova vita estetica praticamente in tutto: componenti industriali, tubature, vecchie stoffe, lamiere stampate….

L’altro grande tema di ricerca nei pupazzi riguarda i colori . Come imbrattatele con la tavolozza in mano, incessantemente cerchiamo l’alchimia che fa vibrare le cose, le combinazioni che funzionano e quelle che rompono i nostri abituali equilibri. Il risultato di questa indagine è una grande varietà cromatica, un arcobaleno di possibilità.

L’esperienza dei pupazzi ha il merito di averci portato, più di ogni altra cosa, fuori dai binari della falegnameria e di averci catapultato in una dimensiona ludica, a tratti performativa.  Ci siamo più volte immaginati per gioco come scienziati pazzi creatori di vita, a metà tra Geppetto e il Dottor Frankenstein.  In mostra a Milano, in occasione del salone del mobile, abbiamo vestito i panni di carcerieri e abbiamo chiesto ai passanti un riscatto per liberare i pupazzi incatenati. Che ci inventeremo la prossima volta?

 

Scatole-contenitori laccate dalle sembianze bizzarre:   pupazzi rammendati in casa, elettrodomestici retrò, vecchi robot rottamati, figure vagamente zoomorfe,  frammenti pop.  I pupazzi sono tutti pezzi unici, costruiti con avanzi di falegnameria,  adottando un design ludico e spontaneo. 

Letto 135147 volte Ultima modifica il Giovedì, 25 Febbraio 2016 00:08
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